Tutto è nato da una normale bronchite, il dottor Emanuele Gianturco infatti nel 1970 era un bravissimo pediatra di provincia che con passione e competenza curava il piccolo Leonardo.Dopo vari tentativi riesce a convincere il giovane Lino Dal Maso a seguirlo nella sua passione dello sci da fondo.Una cosa tira l'altra e passato l'inverno sulle piste, l'affiatata coppia Gianturco-Dal Maso si ritrova senza neve che nel frattempo si è trasformata in limpida, chiara e fresca acqua. Caso ha voluto che Gianturco avesse impolverata sotto il portico di casa una bellissima doppia di tela gommata (klepper). Dal Maso non aveva mai visto una imbarcazione di quel tipo, la curiosità era troppa, e il giorno dopo la klepper era già in acqua sul Sile.L'entusiasmo fu tale che tutte le domeniche a seguire, questi due castellani pagaiavano già sui fiumi di tutto il nord Italia.

Il grande passo però fu la partecipazione al " Rally dei navigli " da Castelletto di Cuggiono a Porta Ticinese a Milano sul Naviglio Grande. La klepper era una canoa di tela inadatta per la discesa di fiumi d'acqua mossa e a Verona um macellaio con la passione della canoa costruiva kayak in un materiale rivoluzionario: la vetroresina. Due fiammanti canoe in fibra di vetro presero la strada di Castelfranco. Si poteva finalmente avverare il sogno di cavalcare le onde del Brenta. Due istruttori piemontesi venuti dalla lontana Ivrea per diffondere la canoa nel nord-est permisero ai neofiti di Castelfranco di apprendere le nozioni base di discesa. Con un record di 19 bagni in una mattina, nelle fredde acque di Valstagna, da parte di Lino, il Brenta cominciava a diventare famigliare.

In occasione della festa del quartiere Avenale molti giovani provarono a salire su quei strani gusci trovando la cosa molto interessante al punto che la notizia si sparse a macchia d'olio. Fu nel 1972 che avvenne il grande passo con la nascita del Canoa Club Castelfranco Veneto ufficializzata dall'assemblea svolta nella taverna di Lino Dal Maso dove venne eletto il primo consiglio direttivo. A fianco dei primi due canoisti si avvicinarono anche Callegarin, Andretta, Mariuz, Tonietto, Maggiulli, Piccinini, Candiotto e a ruota una schiera di giovani entusiasti come Rinaldi, Bandiera, Caon, Ongarato, Machieraldo, Bonaldo, Varo, Sartor, Fraccaro, Perin, Zanon e Baldan.Un gruppo entusiasta che in pochi anni con l'appoggio di uno sponsor importante come la Settef ha portato il sodalizio a organizzare gare, raduni turistici intenazionali e campeggi scuola e a diventare il punto di riferimento dei canoisti di tutta la provincia di Treviso con simpatizzanti a Vicenza, Mestre e Padova.

La vitalità dei giovani portò le canoe castellane alle più importanti competizioni nazionali e i risultati furono da subito lusinghieri.La qualità dei canoisti era tale e le esigenze così diverse (canoa polo, slalom, discesa, turismo, acqua mossa, acqua piatta) che arrivò al punto che in un paese senza fiume c'erano tre canoa club, addirittura certi canoisti gareggiavano per società di Padova, Valstagna e Udine. Due vittorie e numerosi piazzamenti ai campionati italiani, tante vittorie a quelli regionali, vittorie e piazzamenti in gare internazionali, con atleti per vari anni nelle selezioni nazionali, per non parlare della canoa polo dove i titoli italiani e regionali non si contano essendo stata la prima vera squadra italiana di questa specialità. Con il passare degli anni la piena maturità dei canoisti ha portato all'unione dei tre club e ad una concezione della canoa più rivolta al turismo ed al gioco non tralasciando la voglia di far conoscere questo sport a più persone possibili.

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